Il Muro di Berlino

Il muro di Berlino, oltre che uno dei simboli della città, è la testimonianza della storia del mondo dalla fine della Seconda guerra mondiale fino alla caduta del comunismo, avvenuta nell’Europa dell’Est alla fine degli anni ’80 e, forse definitivamente, in Unione Sovietica nel 1991.

Per 28 anni il muro ha diviso Berlino in due parti. Da una parte la zona di influenza sovietica, di gran lunga la più estesa; dall’altra, insieme, le zone di influenza francese, inglese e americana (di fatto sotto il controllo solo di quest’ultimi).

Il suo scopo era impedire ai berlinesi dell’Est di scappare a Ovest, dove ad attenderli c’era una società democratica e ricca.

Ma se volete sapere di più, ve lo spiegano Fabrizio e Tommaso nel video qui sotto, con il fare dei turisti e non degli storici, partendo dalla ex Berlino Est e dal tentativo di introdursi senza autorizzazione in una fabbrica abbandonata.

Storia del muro di Berlino

Nel 1945 i quattro vincitori della Seconda guerra mondiale decisero di spartirsi la capitale del nemico comune che avevano sconfitto.

Inizialmente USA e URSS, alleati contro Hitler, non erano ancora contrapposti, quindi la divisione di Berlino non doveva significare la costruzione di confini interni alla città.

La distensione durò poco. Nel 1948 i Sovietici imposero il blocco di Berlino per isolare la popolazione dell’Ovest e soffocarne l’economia. La parte controllata dagli americani era infatti completamente circondata dalla Germania Est, quindi ogni rifornimento via terra diventava impossibile.

La soluzione fu un ponte aereo per rifornire Berlino Ovest tramite l’aeroporto di Tempelhof.

I Sovietici non abbatterono gli aerei americani per evitare una nuova guerra. Nacque così la guerra fredda: scaramucce continue, ma mai uno scontro diretto.

Dopo il blocco, i Sovietici e i comunisti tedeschi iniziarono a impedire l’esodo da Est a Ovest. Prima con filo spinato, poi, nel 1961, con un vero muro fortificato nel tempo. Le fughe continuarono comunque, anche tramite:

  • tunnel,
  • catapulte artigianali,
  • aerei da turismo autocostruiti.

Berlino Ovest era un’isola nella Germania Est, circondata da un muro lungo più di 100 km, fatto da circa 45.000 sezioni in cemento armato (1,5 metri di larghezza, 3,6 di altezza).

All’interno della “striscia della morte” c’erano guardie armate, cani, torri di guardia (oltre 300) e illuminazione continua.

Più di 20 persone sono state ufficialmente uccise cercando di fuggire.

Il 9 novembre 1989, un portavoce della Germania Est annunciò per errore l’apertura dei confini. Il muro cadde quel giorno. Nei mesi successivi fu demolito dal popolo.

Nel 1990 la Germania si riunificò pacificamente. Helmut Kohl fu eletto cancelliere.

Il muro di Berlino oggi

Gran parte del muro è stata distrutta, sia per volontà dei berlinesi, sia per i turisti in cerca di souvenir.

Alcune sezioni sono state preservate dal Centro di Documentazione. Piastrelle lungo il tracciato segnalano dove passava il muro.

La parte più nota è la East Side Gallery: 1,3 km decorati da artisti internazionali, simbolo di pace e libertà.

Mauerpark, “Parco del Muro”, ha graffiti (non originali) e un mercatino delle pulci molto popolare.

Curiosità

Il muro era costruito interamente su territorio dell’Est. Anche il lato Ovest e il primo metro di terra davanti erano giurisdizione della Germania Est. La polizia dell’Ovest non poteva intervenire. Alcuni manifestanti, per non essere arrestati, si appoggiavano al muro restando tecnicamente fuori giurisdizione della polizia dell’Ovest.

Nel filmato qui sotto si vede Potsdamer Platz nel 1974, quando era interamente dietro al muro, se vista da Ovest, e mostrava i resti in rovina dei pesanti bombardamenti della II guerra mondiale.